L'altra Faccia del dado

Gruppo di Teatro dell'opresso LGBT

Il Teatro dell’Oppresso (TDO) è nato in Brasile negli anni 60 grazie ad Augusto Boal, uomo di teatro nonché uomo attento alle questioni sociali.

E’ un teatro “di strada” poiché è nelle strade che è nato anche se nel tempo si è trasformato trovando applicazioni in molti ambiti e contesti vari. 

La specificità del teatro dell’oppresso è quella di dare la possibilità al pubblico presente di entrare in scena per interagire con gli attori e per assumere un ruolo attivo portando il proprio contributo in termini di idee e proposte di soluzione, rispetto alla tematica di oppressione e/o di conflitto presentata nella scena.

Questa possibilità cambia completamente la prospettiva rispetto al teatro tradizionale che vuole il pubblico passivo  ad assistere alla scena senza alcuna possibilità di interazione tra attori e pubblico. Questo aspetto è centrale nel TDO ed ha principalmente 2 funzioni:

1) Portare il pubblico a dialogare sulla scena con gli attori sul tema portato. Al interno della scena stessa, l’attore-pubblico assume il ruolo di un personaggio e come tale agisce, anziché starsene seduto in platea. Dialogando sulla scena il contributo dell’attore-pubblico diventa attivo, partecipato, vissuto in prima persona, il che rende ogni momento più ricco di sfumature emotive, più vivo e più creativo. Il senso di efficacia è molto alto nella persona intervenuta in scena, ma anche nel pubblico che assiste dalla platea, poiché si riducono i confini tra platea stessa e la scena e perché il filo diretto pubblico-scena è più forte grazie alla facilità di accesso alla scena.

2) Elemento importante; in un periodo in cui noi tutti viviamo spesso un senso di impotenza di fronte alle scelte dei “grandi”, che decidono per noi e che ci vogliono persone passive senza possibilità di scelta, con il TDO si può entrare in scena e dare il proprio contributo affinchè la scena a cui si assiste cambi copione. Quindi il TDO ha lo scopo di promuovere la consapevolezza che il contributo di tutti è fondamentale e che non ci si deve arrendere pensando che quello che pensiamo noi, il nostro contributo, sia inutile poiché di poca importanza. Il TDO vuole valorizzare il contribuito di ognuno come elemento essenziale del vivere personale e del vivere pubblico che può cambiare le cose.
E’ uno strumento molto efficace nella promozione dell’auto determinazione e della consapevolezza che noi “possiamo cambiare il mondo” nel nostro piccolo.

 

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