L'altra Faccia del dado

Gruppo di Teatro dell'opresso LGBT

Vengono riportate di seguito le scena (al momento 4) che il gruppo ha rappresentato in vari contesti pubblici:


Scena 1  “Mario o Maria? Spiacenti ma nella nostra azienda non c’è posto per lei”

Luogo in cui la scena si svolge:  All’interno di una grande multinazionale.

TramaMaria è una persona transessuale che sta effettuando la transizione, ovvero sta facendo il “cambio di sesso” da uomo a donna. Ha già concluso il percorso psicologico, segue da anni il trattamento ormonale ed anche stato concluso l’intervento chirurgico per la riattribuzione del sesso. Manca solo la sentenza del tribunale per avere l’autorizzazione a cambiare il nome sui documenti che sono ancora al maschile. Maria è senza lavoro da oltre 2 anni a causa della propria condizione di transessuale. In passato ha sempre ricoperto ruoli di prestigio in grandi aziende grazie alle sue competenza ma quando ha iniziato il percorso ha perso il lavoro che aveva. In seguito ha effettuato vari colloqui di lavoro ma quando la situazione emergeva i vari datori di lavoro, con una scusa o con l’altra, rifiutavano di assumerla. Maria si è presentata alle selezioni per il posto di “export manager” in una grande multinazionale ed è risultata la più titolata tra centinaia di candidati. Arriva il momento di portare i propri documenti e si trova ad affrontare la segretaria di direzione che subito rileva la differenza di nome. Purtroppo per Maria, questa differenza di nome gli causa nuovamente parecchi problemi.

 

Scena 2  “Scusa io esisto”

Luogo in cui la scena si svolge: In parte alla fermata dell’autobus e in parte a casa del protagonista.

Trama. Filippo è un ragazzo di 19 anni che frequenta il primo anno di giurisprudenza all’università ed è molto diligente, studioso e brillante in ogni attività che svolte. Filippo è in una fase molto difficile della propria vita perché sta iniziando, con molta fatica, a fare i conti con la propria omosessualità che ha sempre negato e rifiutato e che ora inizia a vivere seppur con molte incertezze e timori. Ha un forte legame di amicizia con Giovanni, l’allenatore della squadra di calcio in cui Filippo gioca. Filippo aspetta Giovanni alla fermata dell’autobus ed è molto felice perché la sera stessa sono d’accordo di uscire solo loro due a cena. Mentre Giovanni raggiunge Filippo, incontra una amica comune, Erika che riferisce a Giovanni di aver sentito voci sul conto di Filippo e più precisamente sulla sua omosessualità. Tutto il paese ormai mormora sul conto di Filippo ed anche su Giovanni poiché si frequentano spesso. Erika riferisce che se Filippo è “frocio”, anche Giovanni sarà frocio poiché sono sempre insieme. Giovanni turbano da queste voci sul suo conto, quando incontra Filippo lo sottopone a una serie di domande con toni indagatori ed anche offensivi e il dialogo sfocia in una aggressione verbale e si conclude con la scelta da parte di Giovanni di interrompere la loro amicizia. Filippo torna a casa sconsolato e bisognoso di conforto dalla madre con cui ha un legame molto stretto. Filippo non ha ma svelato la propria omosessualità alla madre ed ha sempre rimandato il suo coming outLa madre è una donna che si definisce aperta mentalmente; ha amici omosessuali e ideologicamente si schiera sempre in difesa delle minoranze. Tuttavia quando Filippo inizia il discorso ed ha fatto accenni alla propria diversità, la madre non mostra la stessa apertura mentale dimostrata per persone esterne alla famiglia. Il clima tra i due è molto teso…

 

Scena 3  “Scusi lei non può rimanere qui”

Luogo in cui la scena si svolge:  In parte al pronto soccorso e in parte a casa della protagonista.

Trama Laura e Luisa vivono insieme da oltre 15 anni nella casa che Luisa ha avuto in eredità dal padre. Sono una coppia molto affiatata ed unita. Luisa dopo un malore viene portata al pronto soccorso dove le riscontrano un ictus. Le condizioni di salute appaiono subito gravi e il medico deve decidere in breve tempo se sottoporla ad un delicato intervento chirurgico, oppure se seguire una terapia farmacologica in tal caso dovrebbe essere trasferita in un altro ospedale. Laura è in sala di attesa del pronto soccorso che aspetta da ore il riscontro del medico ed è molto in ansia. Il medico chiede di parlare con un familiare e fa chiamare la sorella, Maria Vittoria, con cui Luisa non si vede da alcuni anni e si rifiuta di parlare con Laura poiché non è una parente. Maria Vittoria acconsente affinché Luisa venga sottoposta all’intervento chirurgico e firma il consenso eslcudendo Laura dalla scelta. Durante l’intervento Luisa muore. Laura non ha la possibilità di partecipare al funerale di Luisa poiché è stata tenuta lontana. Dopo un mese la sorella Maria Vittoria si reca a far visita a Laura accompagnata da proprio architetto. Maria Vittoria informa Laura che entro breve dovrà lasciare la casa perché è lei, in quanto sorella, l’unica erede di tutte le proprietà di Luisa. Laura ancora addolorata per la perdita della propria compagna di vita, si trova nella condizione di non aver più una casa dove abitare.


Scena 4  “Hiv. Te la sei voluta”

Luogo in cui la scena si svolge: In parte al centro di malattie infettive dell’ospedale, in parte a casa di Marco e in parte in uno studio dentistico.

Trama: In sala di attesa del reparto di malattie infettive sono seduti Marco e Marta che aspettano il proprio turno per entrare al colloquio col medico. A Marco il medico conferma di continuare con il trattamento retro virale che sta seguendo da circa un anno, ovvero da quando ha scoperto la propria sieropositività. Quando è il turno di Marta, il medico comunica che dalle recenti analisi del sangue, è risultata essere sieropositiva. Per lei è una doccia fredda ed ha la sensazione di che il mondo le crolli addosso. Nel frattempo Marco torna a casa con la decisione maturata di svelare il proprio stato di sieropositivo al ragazzo con cui si sta frequentando stabilmente da 7 mesi (stato che ha fino ad ora taciuto). Nei giorni successivi Marta va dalla propria dentista perché deve sottoporsi ad un intervento chirurgico per l’innesto di un impianto e la informarla dello stato sierologico. La dentista ha una reazione decisamente inattesa

 

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